Author Topic: FIAT Abarth Formula Italia - PART II  (Read 6881 times)

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FIAT Abarth Formula Italia - PART II
« on: August 29, 2005, 06:22:07 PM »
ABARTH SE 025

Nome in codice: Formula Italia
Segni Particolari: Fucina di campioni

Testo di Roberto Motta
Foto di: Roberto Motta, Archivio Automobile Club Milano, Archivio Storico FIAT ed Archivio CSAI.

PART 2
Nel corso del decennio di attività, la CSAI emanò dei nuovi regolamenti tecnici, che consentivano alcune modifiche, tra le quali l’utilizzo di pneumatici Kleber del tipo ‘slick’ od ‘ogni tempo’, oppure, la possibilità del montaggio della nuova testata 132. AB. 1 A, dove il diametro interno delle sedi valvole di aspirazione era di 37,3 mm. Naturalmente, i concorrenti che utilizzavano ancora la testata tipo 125 BC, avevano la facoltà di aumentare il diametro interno delle sedi valvole e di montare le valvole corrispondenti. Tra le altre modifiche era possibile riprofilare gli alberi a camme originali, per asportazione di materiale, a condizione di rispettare alcuni parametri previsti dai commissari tecnici.
Al pari della testata era possibile montare gli assi a camme del motore FIAT 132 ecc. Infine nel ’79, venne introdotto un Kit Abarth costituito da un musetto di diverso disegno ed una presa d’aria aerodinamica per l’alimentazione del propulsore. Ad onor del vero, l’introduzione di questo kit snaturò la bella linea della vettura, e non permise particolari miglioramenti, anzi, l’eccessivo costo del musetto, e la sua particolare propensione alla rottura, non fecero che innalzare i costi di gestione della vettura.
Anche dopo il suo pensionamento ufficiale, la SE 025, continuò a regalare sogni ed emozioni, a centinaia di giovani appassionati, consentendo loro di avvicinarsi al mondo delle monoposto attraverso le gare Club, ho anche solo per semplice curiosità, affrontando i corsi di guida delle varie scuole di pilotaggio come la notissima ‘Scuola Piloti Henry Morogh’, la ‘Scuola piloti Siegfried Sthor’, o la ‘Scuola Piloti Milano’.
In definitiva, facile da guidare, ma estremamente difficile da condurre al limite, la SE 025, ha evidenziato ed affinato le capacità di guida di una intera generazione di talenti che si sono poi distinti in ogni categoria.  E, tra i piloti illustri formatisi grazie alla guida di una Formula Italia ricordiamo: Giorgio Francia, Bruno Giacomelli, Pier Carlo Ghinzani, Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Siegfried Stohr e Nicola Larini.
Nonostante questo, la SE 025, cadde nell’oblio più totale, fino a quando Fabio Gementi, ed i suoi amici, non hanno incominciato ad incuriosire il pubblico di alcune manifestazioni storiche, riportando in gara alcuni esemplari perfettamente conservati o sapientemente restaurati. Le vettura fino ad ora censite, circa una ventina, sono state ritrovate nelle condizioni più disparate; difatti, come abbiamo detto, molte di loro sono servite da cavia nelle varie scuole piloti, ed hanno perso in parte la loro originalità. Quindi, se è vostra intenzione divenire proprietari di uno di questi piccoli bolidi, è necessario ricordare che, come spesso succede nel campo delle vetture d’epoca, un buon restauro può essere economicamente impegnativo, e molto spesso superare di gran lunga il prezzo di acquisto della vettura. Le Formula Italia, almeno ufficialmente, dovrebbe essere stata prodotta in poco più di 100 esemplari.
Fabio che è un esperto conoscitore delle vetture dello Scorpione, ha già restaurato alcune di queste splendide monoposto, riportandole al loro splendore originale, e ci garantisce che è attualmente possibile recuperare tutto il necessario per un perfetto restauro, anche se relativamente ad alcune parti, ad esempio gli uniball delle sospensioni, e necessario ricorrere ad una completa ricostruzione. Un altro piccolo problema è costituito dalla giusta scelta dei pneumatici, dato che gli originali Firestone e Kleber sono introvabili, ed è quindi necessario rivolgersi a modelli attuali eventualmente intagliati per la bisogna. Non vi sono problemi invece per quanto riguarda la ricostruzione del valido propulsore Fiat, dell’intera carrozzeria, degli accessori e del sedile, che come all’ora, può essere tranquillamente fatto in base alle proprie misure.Tra i sogni nel cassetto di Fabio, c’è la realizzazione di un Registro Storico Formula Italia che, sotto l’egida del Registro Storico Italiano Abarth, censisca tutte le vetture ancora esistenti. La seconda parte del sogno è di riuscire a vedere schierate un numero sufficiente di vetture per effettuare una batteria nel corso della Coppa Intereuropa.
Ora ragazzi, il tempo non è molto, e se possedete una Formula Italia, o sapete come ritrovarne una, contattate Fabio Gementi al 329-2168013 o al 340-5379774, sono sicuro che lui e gli amici del Registro Storico Abarth faranno di tutto per schierare le vetture sulla griglia di partenza del mitico circuito di Monza, proprio dove la Formula Italia incominciò la sua avventura. Per quel giorno, troverò certamente il modo di esserci anch’io con la mia fedele macchina fotografica, e certamente il ‘nostro direttore’ non potrà esimersi dal pubblicare una bella foto di gruppo.

DIDASCALIE

36-   Uno dei primi prototipi della Abarth SE 025, presumibilmente il telaio 003, in azione con Arturo Merzario sul circuito di Vallelunga. Messa alla frusta dal pilota lombardo, la Formula Italia, fermò i cronometri sul tempo di 1’24” 6.

02-03-04) Le immagini ritraggono la Formula Italia durante la presentazione al Campo Volo di Torino. Come si può vedere, la SE 025, è caratterizzata da una carrozzeria elegante, impreziosita dal tricolore nazionale.
 
05)   Lo stand Abarth nel corso dello svolgersi del Salone dell’Automobile del ’71. Nel periodo trascorso tra il 13 ed il 14 novembre, era possibile prenotare una SE 025 direttamente allo stand.

06)   La prima serie di Abarth SE 025 ritratta in uno dei cortili interni della Abarth di corso Marche a Torino.

07)   La foto, che venne pubblicata anche sulla copertina del Notiziario CSAI n. 8 del 15 giugno ’72, ritrae i primi fortunati piloti che vennero in possesso della tanto FIAT Abarth Formula Italia: Caneva, Tonussi, Bozzetto ( seduto nella vettura) con Troyer e Spataro.

08-09) Alcune immagini di una delle 22 vetture iscritte alla 1a prova del Trofeo Formula Italia.

011->019) Le immagini ritraggono le Formula Italia in gara sul circuito di Monza, durante la gara di apertura del Trofeo.

020->027) alcune immagini della SE 025 093. La vettura ha un peso complessivo, in ordine di marcia, ma senza carburante, di 470 kg, ed è in grado di sviluppare una velocità massima superiore ai 200 km orari.

28)   Il rastremato posteriore della vettura, conserva la forma tipica delle vetture della sua generazione.
29)   Cuore pulsante della Formula Italia era il robusto propulsore quadricilindrico FIAT 125BC.000 montato di serie sulla 124 Sport da 1608 cc. Questo propulsore, dotato di scarico libero ed alimentato da due carburatori doppio corpo Weber 40 IDF 13,era in grado di erogare oltre 110 cv a 6200 giri.
30)   Il ponte di comando della SE 025

35)      Fabio Gementi, nell’abitacolo della SE 025 093, si tratta di una vettura conservata, che proviene dalla Scuola Piloti Henry Morrogh. Morrogh, al quale vennero affidati i primi due prototipi della Formula Italia nel ’71, ha utilizzato un buon numero di vetture fino agli anni ’90, sia per l’addestramento di intere generazioni di piloti, sia per l’uso agonistico nelle gare Club.

36-37)   Nel corso del ‘72, dal telaio della Formula Italia, Mario Colucci derivò la ‘FIAT Abarth Formula Libre’. La vettura era spinta dal propulsore quadricilindrico di origine ‘124 Spider Rallye’ di 1756 cc da 170 cv. Seguendo le scelte aerodinamiche del periodo, la vettura era dotata di alettoni anteriori e di un vistoso alettone ad inclinazione variabile montato sul posteriore.

38)   L’autore dell’articolo, ritratto in una delle Formula Italia della Scuola Piloti Henry Morrogh. L’immagine risale ad un dei corsi di addestramento tenutosi sul circuito umbro di Magione nei primi anni ’80.


Scheda Tecnica
Denominazione vettura:   Abarth SE 025 Formula Italia
Anni di attività:   1971-1979
Motore:      FIAT 125 BC.000, 4 cilindri in linea collocato posteriormente, basamento e teste in lega leggera, canne cilindro in alluminio riportate, raffreddato ad acqua
Alesaggio e corsa:   80,0 x 80,0 mm
Cilindrata unitaria e totale:   402,124 / 1608,495 cc
Rapporto di compressione:   9,8 : 1
Potenza massima:   CV 110 a 6200 giri/minuto
Distribuzione:   2 valvole per cilindro,2 alberi a camme in testa con comando a
    catena
Alimentazione:   2 carburatori Weber 40 IDF/13 e /15
Accensione:   mono, a spinterogeno
Lubrificazione:   forzata, carter umido
Trasmissione:   posteriore, frizione monodico a secco, cambio a 5 velocità +
    RM,  montato in posizione longitudinale
Rapporti del cambio:   1ˆ 0,350-2ˆ 0,401- 3ˆ 0,638 -  4ˆ 0,624 - 5ˆ 1,000 
   RM 0,269
Telaio:   tipo 025, traliccio tubolare in acciaio Aq 35
Sospensione anteriore:   bilanciere superiore, triangolo inferiore, gruppi
    molla/ammortizzatore
    entro bordo, barra stabilizzatrice
Sospensione posteriore:   braccio superiore, triangolo inferiore, puntoni di reazione,
    barra stabilizzatrice
Freni:   a dischi sulle ruote, pinze  a 2 pistoncini
Sterzo:   a cremagliera
Lunghezza :   3700 mm
Larghezza :   620 mm
Passo e carreggiate ant. e post.:   2500 / 1300 / 1325 mm
Peso in ordine di marcia:   470 kg ( vettura in ordine di marcia con acqua, olio, accessori di sicurezza  e liquido estinguente, ma senza benzina)
Pneumatici ant.:    5,25 x 9.00 x 13", Firestone
Pneumatici post.:   5,50 x 8 x 13", Firestone
Ruote:   in lega leggera, ant. 5,5 x 13", post. 6,0 x 13"
Serbatoio:   tipo Autodelta: capacità carburante 25 litri, capacità Fluobrene
    8 litri
Carrozzeria:   in Poliestere PRFV autoestinguente
Velocità massima:   oltre i 200 km/h

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Re: FIAT Abarth Formula Italia - PART II
« Reply #1 on: September 04, 2005, 10:39:30 AM »
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